Serie
La voce e l'arte di

Ogni emissione di questa serie è composta da un volume di almeno 300 pagine (formato CD) rilegato con copertina plastificata opaca, comprendente un'ampia biografia, una presentazione critica, la cronologia teatrale e concertistica completa, i repertori (per titolo, per ordine alfabetico d'autore, per data di prima esecuzione), fotografie in costume di scena e private, la discografia dettagliatissima, altre eventuali appendici.
I CD allegati costituiscono invece la riproposizione della discografia integrale da studio (opere complete escluse) tratta da esemplari in perfette condizioni e riversati nella tonalità esatta dello spartito, senza l'intervento di alcun filtro per la correzione del suono. Il prezzo del volume è generalmente equiparato a quello di un CD.

Alessandro Dolci

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Scheda Libro

Volumi

Formato 15x22 cm.

Pagine 110)

Copertine: plastificata opaca

Riproduzioni: ampia raccolta di foto

Capitoli  discografia dettagliatissime, oltre ad uno splendido CD contenente tutte le pagine incise nel 1913 dall’opera lirica Parisina di Pietro Mascagni da lui, Francisca Solari e Laura Del Lungo, oltre a un brano orchestrale (L’usignolo) eseguito da un gruppo di orchestrali del teatro alla Scala

 contenuti nel testo

Nato a Bergamo nel 1890, e ivi morto nel 1954, è uno dei grandi canti lirici nostrani più noto oggi per aver inciso rari dischi acustici (che però proprio per la loro precarietà riportano l’ascoltatore all’epoca d’oro del belcanto) che per una carriera sfolgorante della quale si conoscano luci ed ombre. Ma in realtà Dolci ebbe anche questa, avendo cantato sino al Covent Garden di Londra, in Spagna, negli Stati Uniti e nell’America latina per oltre un decennio e sempre con successo crescente e risonante anche sulle pagine dei quotidiani nostrani. In possesso di una bella voce bronzea, di puro tenore alla Bernardo De Muro e dunque squillante e corposa anche negli acuti e soprattutto nel “do” della pira, fu uno dei dominatori di scuola nostrana che portarono il nome dell’Italia canora in giro per il mondo. Dopo il 1921, a causa di un’operazione chirurgica alla gola cambiò completamente repertorio spostandosi verso quello contemporaneo ed entrando stabilmente nei complessi del teatro alla Scala.